Responsabile: Dott. Daniele Rolle

A cosa serve e come si svolge una visita oculistica

A cosa serve e come si svolge una visita oculistica

 

A che cosa serve e quando effettuare una visita oculistica

Lo scopo di una visita oculistica è quello di valutare le condizioni di salute degli occhi e dunque di escludere oppure diagnosticare –e possibilmente curare- una patologia che possa coinvolgerli.

Se la malattia è già accertata, la visita serve a monitorarne l’evoluzione. In questa caso, i controlli avvengono con una periodicità prestabilita in accordo con lo specialista.

Altrimenti è bene sottoporvisi tutte le volte che si avvertono disturbi quali:

  • abbassamento dell’acuità visiva,
  • annebbiamento della vista,
  • cambiamento nella percezione dei colori,
  • comparsa nel campo visivo di puntini oscuri, macchie colorate, aureole, aloni

e, ancora, se parte della vista risulta oscurata, oppure se l’occhio ha subito un trauma o una lesione in seguito a incidente.

Poiché molte malattie oculari sono asintomatiche, è consigliabile eseguire comunque esami periodici, a maggior ragione se i familiari sono soggetti a patologie, e soprattutto sopra i 40 anni di età.

Altrettanto raccomandate sono le visite preventive per i bambini (la prima a 6 mesi), perché un problema della vista può determinare ritardi nello sviluppo.

Una visita oculistica infine può essere utile anche a diagnosticare altre malattie come patologie del sistema nervoso, o cosiddette sistemiche, come il diabete o le forme reumatiche.

Come si svolge la visita oculistica: l’anamnesi, innanzitutto

Nella prima parte della visita, il medico specialista pone al paziente una serie di domande per ricostruirne la storia clinica e familiare: è la cosiddetta anamnesi.

Come per ogni disturbo alla nostra salute, è importante mettere a fuoco stili di vita e alimentazione, tipologia di lavoro, attività fisica e sedentarietà, vizio del fumo, assunzione di alcolici, stupefacenti o farmaci, eventuali malattie, patologie oculari in famiglia.

La visita all’occhio esterno e interno

Il controllo vero e proprio dell’organo della vista comincia con un esame di tutte le sue componenti esterne, cioè con una valutazione delle palpebre, del tessuto che le circonda e dello spazio interpalpebrale, poi delle ciglia, della congiuntiva, della sclera, della cornea e dell’iride.

In seguito si procede con una serie di test per determinare il livello di acuità visiva, la funzionalità della pupilla, la motilità dei muscoli esterni dell’occhio.

visita oculistica

L’acuità visiva e la tabella di Snellen

Più è piccolo o lontano un oggetto, più è difficile per l’occhio distinguerlo. Si chiama “acuità visiva” la capacità dell’occhio di mettere a fuoco oggetti nel proprio campo visivo, cioè nell’estensione di spazio che l’occhio può percepire quando è a riposo.

L’acuità può essere misurata in base alla distanza da un oggetto, per esempio usando una tabella luminosa: la più comune è la tabella di Snellen, che è costituita da lettere ad alto contrasto decrescenti, disposte su varie righe. La riga più bassa che una persona messa a una certa distanza dalla tabella riesce a leggere corrisponde al suo livello di acuità visiva. Questo test può rivelare numerosi problemi della vista, come la miopia.