Medico: Dott. Marco Pastorini

Infertilità e psicologia

Non riuscire ad avere un figlio nel momento in cui lo decidiamo rappresenta una delle situazioni di maggior sofferenza del nostro tempo. Una sofferenza sorda e spesso muta, poiché difficile da comprendere. Tanti dicono “pensa ad altro e vedrai che arriva”, alcuni giudicano “ormai siete vecchietti, dovevate pensarci prima….”. Una sofferenza che viene vissuta dalle donne in maniera diversa dagli uomini, una sofferenza che mette a dura prova la comunicazione e la relazione nella coppia e che, talvolta, ne mina le basi di fiducia reciproca e unitarietà di intenti.

E’ un passaggio complesso poiché bisogna ricordare che maternità e paternità contribuiscono, rispettivamente, a costruire il senso di identità femminile e maschile. La difficoltà nella procreazione rappresenta pertanto un momento di crisi significativa nel percorso sia personale che di coppia con ripercussioni ampie e non sempre prese adeguatamente in considerazione.

Per infertilità s’intende l’incapacità di portare avanti una gravidanza fino ad un’epoca di vitalità per il feto e si sospetta dopo almeno due aborti spontanei entro il primo trimestre di gestazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) calcola che circa il 20% delle coppie sono affette da qualche forma di sterilità! Quindi il legittimo desiderio di maternità e di paternità si scontra di sovente con l’impossibilità di realizzarsi.
Difatti il desiderio di un figlio, che sembra essere un evento naturale, semplice ed intimo, si configura come irrealizzabile. Queste coppie si trovano a vivere nella maggior parte dei casi una vera e propria “crisi della sterilità” con solitudine e con la convinzione di dover subire una “punizione” o comunque di essere in qualche modo “diverse”.

I progressi nella procreazione medicalmente assistita possono offrire una speranza a molte coppie sebbene esistano dei limiti sia in termini di copertura medica che di riuscita. La medicalizzazione dell’infertilità ha purtroppo lasciato in ombra gli aspetti emotivi dell’esperienza che vive la coppia tra cui il senso di perdita di controllo, il vissuto di inefficacia personale e sociale, la sensazione di interruzione del percorso personale di sviluppo e di crescita, lo stress prolungato. Gli studi sull’argomento stanno evidenziando che il livello di stress correlato ai trattamenti di fertilità influenza il fallimento degli stessi e la percentuale di gravidanze.

E’ quello del periodo di cura per la fertilità un periodo particolarmente delicato per la coppia poiché la donna si trova a dover tollerare una serie di stress sia fisici che psicologici e a dover organizzare la propria vita e i propri tempi intorno al progetto procreativo con misurazioni e controlli, mentre il partner ha un ruolo di supporto fondamentale. Ma quanto influisce lo stress sul risultato dei trattamenti? Circa due terzi degli studi hanno evidenziato una correlazione tra livelli di stress e probabilità di successo a causa di una stretta relazione tra ormoni dello stress e ormoni sessuali per cui una difficoltà psicologica comporta una riduzione degli ovociti con tassi di fertilizzazione più bassi.

Fortunatamente, poiché i farmaci ansiolitici e antidepressivi sono controindicati, la psicoterapia, soprattutto ad indirizzo cognitivo comportamentale e gli interventi di supporto psicologico, soprattutto quelli focalizzati sulla gestione dello stress e sulla terapia di coppia si stanno dimostrando come particolarmente indicati per i pazienti con problemi di infertilità e rappresentano un’opportunità per il singolo e la coppia di affrontare con più risorse un periodo di vita particolarmente difficile.

E’ importante ricordare che il trattamento psicologico di supporto si inserisce in un percorso di cura più ampio in collaborazione con un’èquipe di specialisti ginecologi e andrologi in grado di assicurare una presa in carico complessiva.

 

Trattamento

Nei casi di infertilità sono previsti colloqui di coppia e individuali finalizzati a

– Contenere e gestire gli aspetti ansioso-depressivi connessi alla frustrazione del desiderio di maternità e paternità

– Favorire una comunicazione supportiva e empatica nella coppia

– Favorire un’eventuale transizione a progetti di vita alternativi alla genitorialità naturale