PRESTAZIONI “chirurgia plastica ricostruttiva”

PRESTAZIONI DI CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA
visita specialistica
visita di controllo
asportazione neoformazione cutanea
infiltrazione acido ialuronico
infiltrazione rivitalizzante
iniezione tossina botulinica (50U)
impianto fili bioristrutturanti
lifting sopraccilio
blefaroplastica sup
blefaroplastica inf
otoplastica
minilifting volto
riempimento volumetrico della labbra
lipofilling
innesto di cute
liposuzione (per distretto corporeo)
minilifting addome
riparazione di ectropion
matricectomia-onicectomia

Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Medico: Dott. Giuseppe Gianotti

L’aspetto della pelle e a volte i suoi volumi e le sue forme possono essere migliorati mediante metodiche non invasive o minimamente invasive. Si possono correggere gli eventuali inestetismi cutanei ricorrendo all’utilizzo di metodiche derivanti da una rigorosa ed accurata ricerca scientifica. Oggi non si può parlare di correzione di inestetismi cutanei senza contemplare le tecniche di medicina rigenerativa. Applicando le più recenti metodiche di medicina estetica si vuole migliorare un difetto cutaneo e ci si propone di stimolare l’organismo a risolverlo e/o a mantenere molto a lungo il risultato ottenuto. Comprendere i meccanismi biologici che portano alla comparsa di un difetto della pelle permette di agire chimicamente o fisicamente su questi ottenendo, a volte, una inversione degli stessi. La Medicina Estetica Rigenerativa cerca, in definitiva, di combattere le cause e non l’effetto di un qualsivoglia difetto cutaneo.

Per filler (dall’inglese to fill – riempire) si deve intendere un materiale biocompatibile che viene impiantato allo scopo di correggere una ruga o di modificare il volume di una determinata regione anatomica. Per mezzo di aghi molto sottili o di piccole cannule, anch’esse di diametro molto ridotto, acido jaluronico o calcioidrossiapatite vengono posizionati a profondità differente in funzione del risultato che si vuole ottenere. L’aumento volumetrico delle regioni zigomatiche prevede, per esempio, un impianto sull’osso zigomatico mentre la correzione delle rughe che si apprezzano come continuazione dei solchi naso-genieni è ottenuta mediante un impianto effettuato nel derma. I materiali utilizzati sono tutti riassorbibili onde evitare spiacevoli effetti avversi, anche molto gravi, che sono molto frequenti con materiali permanenti e semipermanenti. La scelta di materiali di viscosità diversa permette inoltre di trattare rughe molto sottili o di ottenere aumenti volumetrici anche importanti e di lunga durata.

Tipo di intervento

infiltrazione di acido jaluronico

Consenso informato da firmare

SI

Tecnologie utilizzate

Durata di ogni seduta

da 15 a 60 minuti in funzione della quantità di materiale da impiantare e della sede da trattare

Numero di sedute

la seduta di trattamento deve essere ripetuta al riassorbimento dei materiali impiantati

Distanza tra le sedute

in funzione del tipo e della viscosità del materiale utilizzato da 4 a 15 mesi

Forme di anestesia

nessuna / crema anestetica / anestesia locale

Effetti collaterali (anche temporanei)

edema transitorio (qualche giorno) della regione trattata, possibili ecchimosi, reazioni infiammatorie granulomatose molto rare

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

la cute deve essere accuratamente lavata e priva di trucco. Segnalare al medico l’assunzione anche saltuaria di farmaci antiaggreganti (es. aspirina)

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

evitare per qualche ora massivi movimenti mimici che tendano a dislocare, anche se di poco, il materiale impiantato. Evitare sforzi o attività che aumentino la pressione sanguigna

Per 24 ore evitare esposizione al sole, lampade solari, saune o bagno turco.

Per biorivitalizzazione si deve intendere la somministrazione nel derma, per mezzo di aghi molto piccoli e sottili, di acido jaluronico a basso peso molecolare, aminoacidi, sali minerali e vitamine. La costante esposizione ai raggi UV comporta un danno diretto al DNA cellulare, la produzione di radicali liberi che danneggiano le membrane cellulari e l’attivazione di enzimi (MMP o Metallo Proteinasi) che distruggono le catene di collagene della cute. La capacità rigenerativa della cute si spegne lentamente con l’età e quindi la somministrazione periodica per via iniettiva degli elementi base utili alla sintesi di nuovo collagene permette un miglioramento cutaneo evidente. L’omeostasi della pelle viene ristabilita e le sue fisiologiche attività migliorate. L’iniezione nel derma permette di ottenere piccoli accumuli delle sostanze iniettate che, fungendo da reservoir, cederanno lentamente le stesse ai tessuti circostanti prolungando l’effetto della terapia

Tipo di intervento

infiltrazione locale di acido jaluronico, sali minerali, aminoacidi e vitamine

Consenso informato da firmare

SI

Tecnologie utilizzate

Durata di ogni seduta

15 minuti circa

Numero di sedute

un ciclo iniziale di 4-5 sedute a cui far seguire sedute periodiche di mantenimento

Distanza tra le sedute

15 giorni

Forme di anestesia

nessuna

Effetti collaterali (anche temporanei)

edema e rossore in sede di inoculazione della durata non superiore ad 1 ora

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

la cute deve essere accuratamente lavata e priva di trucco. Segnalare al medico l’assunzione anche saltuaria di farmaci antiaggreganti (es. aspirina)

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

non esporsi alla luce solare o raggi UV sino alla scomparsa del rossore post trattamento

Il peeling chimico (dall’inglese to peel, “spellare”) consiste nell’applicazione di uno o più agenti chimici esfolianti e/o irritanti sulla cute in modo che questi possano interagire con gli strati cellulari e del derma, provocando un danneggiamento selettivo e controllato della cute.

A livello dell’epidermide gli agenti chimici, diminuendo le coesione o lisando i cheratinociti:

  • rimuovono lo strato corneo della cute e il tappo cheratinico dei comedoni
  • aumentano il turnover cellulare con relativa esfoliazione
  • inibiscono l’attività delle ghiandole sebacee

A livello del derma gli agenti chimici:

  • esercitano un effetto irritante con conseguente eritema ed edema
  • stimolano i fibroblasti a produrre glicoproteine e nuovo collagene, con ristrutturazione della matrice extracellulare

Possono essere classificati in:

  • molto superficiali: solo esfoliazione di parte dell’epidermide superficiale
  • superficiali: necrosi di una parte o di tutta l’epidermide fino allo strato basale
  • medi: necrosi dell’epidermide e di una parte o di tutto il derma papillare
  • profondi: necrosi dell’epidermide fino al derma reticolare

I più comuni ed utilizzati sono: l’acido glicolico, l’acido mandelico, l’acido piruvico, l’acido tricloroacetico, l’acido lattico, l’acido azelaico, l’acido retinoico, l’acido fitico, l’acido salicilico, il resorcinolo. Si predilige oggi l’utilizzo di una combinazione dei precedenti come per es. la soluzione di Jessner, il blue peel o lo yellow peel.

Tipo di intervento

estetico

Consenso informato da firmare

SI

Tecnologie utilizzate

Durata di ogni seduta

20 – 30 minuti circa

Numero di sedute

variabile in funzione dell’acido utilizzato e della problematica cutanea da risolvere. In generale maggiore è il danno caustico provocato minore è il numero delle sedute

Distanza tra le sedute

30 – 40 giorni

Forme di anestesia

nessuna.

Effetti collaterali (anche temporanei)

rossore (qualche ora/qualche giorno), gonfiore per qualche giorno (se il trattamento è eseguito vicino alle palpebre), diffusa esfoliazione cutanea della durata di qualche giorno

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

non esporsi volontariamente alla luce solare o a lampade UV per 30 giorni prima del trattamento, non assumere antibiotici o tranquillanti, applicare protezione solare 50+ per almeno 15 giorni prima della prima seduta.

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

le stesse da eseguirsi prima dei trattamenti

Chirurgia dermatologica

Medici: Dott. Giuseppe Gianotti, Dott. Enrico Scaparro

La pelle è l’organo del corpo umano di maggiore superficie e di maggior peso. Come altri organi può essere affetto da innumerevoli malattie che a volte sono difficilmente distinguibili tra loro. Alcune lesioni cutanee sono esclusivamente antiestetiche ma altre risultano pericolose per la salute. Scopo della chirurgia dermatologica è la rimozione radicale di queste lesioni in modo che le stesse possano essere analizzate al microscopio dall’anatomopatologo. Le incisioni chirurgiche sono posizionate in modo che le cicatrici che ne derivano siano il meno visibili possibile. Il difetto cutaneo derivante dall’asportazione di una lesione di grosse dimensioni non può, a volte, essere chiuso mediante semplice avvicinamento dei margini della ferita. In tali casi il difetto cutaneo può essere riparato utilizzando innesti di cute prelevata da sedi corporee simili per tessitura ed aspetto oppure mediante rotazione, avvicinamento o traslazione di lembi cutanei dalle regioni vicine.

Neoformazioni benigne della cute

Per neoformazioni benigne della cute si intende un enorme numero di lesioni differenti non di natura neoplastica e quindi a prognosi positiva. Il loro elevato numero impedisce di elencarle tutte ma in generale possono essere classificate in funzione del loro aspetto clinico, del loro aspetto istologico e di altri fattori non correlati alla lesione ma al paziente (età, esposizione solare, sesso, etc). Possono essere di tipo nodulare, papulare, maculare, pigmentato, subepidermico o correlate al follicolo pilifero. Nella nostra esperienza le più comuni sono la cheratosi seborroica, il polipi fibroepiteliale, il cheratoacantoma, il granuloma piogenico, il corno cutaneo, l’adenoma sebaceo, il dermatofibroma, la cisti sebacea, il neurofibroma, il lipoma. Tutte queste lesioni possono essere asportate chirurgicamente.

Tipo di intervento

asportazione chirurgica

Consenso informato da firmare

SI

Durata di ogni seduta

molto variabile in funzione delle dimensioni della lesione da asportare (da 10 min a 60 min)

Numero di sedute

1 / variabile

Distanza tra le sedute

– / variabile

Forme di anestesia

anestesia locale per infiltrazione / nessuna

Effetti collaterali (anche temporanei)

modico dolore per le prime 24 ore. La rimozione dei punti di sutura dipende dalla sede anatomica dove la lesione è stata asportata (da 5 a 15 giorni). Rarissime infezioni trattabili con antibiotici.

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

non assumere anticoagulanti o antiaggreganti (es. aspirina). Per PDT vedi sezione specifica

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

evitare esposizione solare. Per PDT vedi sezione specifica

Nevi e lesioni pigmentate

I nevi sono lesioni cutanee comuni. Qualsiasi lesione pigmentata deve essere accuratamente diagnosticata. I nevi sono correttamente chiamate nevi melanocitici in quanto sono causati da una proliferazione delle cellule pigmentate, i melanociti. Se sono di colore marrone o nero possono anche essere chiamati nevi pigmentati. I nevi sono di natura benigna ma un melanoma maligno può insorgere all’interno di essi. I nevi possono essere piani o sporgenti e variare di colore dai toni rosa carne al marrone scuro o nero. Anche se per lo più di forma rotonda o ovale, a volte assumono forme insolite. Variano in dimensioni da un paio di millimetri a diversi centimetri di diametro. Uno o più di essi possono essere presenti alla nascita (nevi congeniti) ma normalmente appaiono nell’infanzia o nella vita adulta (nevi acquisiti). Sono classificati in funzione della sede istologica delle cellule neviche in: giunzionali (situati cioè tra l’epidermide e il derma), dermici (situati all’interno del derma), composti (situati cioè sia tra epidermide e derma che all’interno del derma) e combinati (quando nevi di diversa profondità sono contemporaneamente presenti). I dermo-patologi hanno poi dato ad alcuni di essi dei nomi relativi di solito a chi li ha per primo descritti (tra i nevi congeniti per esempio il nevo di Ota, tra quelli acquisiti per esempio il nevo di Miescher, quello di Unna, quello di Sutton, quello di Meyerson, etc). Normalmente i nevi possono essere escissi chirurgicamente asportando una losanga di pelle.

Tipo di intervento

asportazione chirurgica

Consenso informato da firmare

SI

Durata di ogni seduta

molto variabile in funzione delle dimensioni della lesione da asportare (da 10 min a 60 min)

Numero di sedute

1

Distanza tra le sedute


Forme di anestesia

anestesia locale per infiltrazione

Effetti collaterali (anche temporanei)

modico dolore per le prime 24 ore. La rimozione dei punti di sutura dipende dalla sede anatomica dove la lesione è stata asportata (da 5 a 15 giorni). Rarissime infezioni trattabili con antibiotici.

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

non assumere anticoagulanti o antiaggreganti (es. aspirina)

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

evitare esposizione solare

Tumori della pelle

I tumori cutanei sono neoformazioni della pelle a differente causa e con differente grado di malignità. Ne esistono di tantissimi tipi ma in funzione della loro incidenza nella popolazione possono essere classificati in: carcinoma basocellulare (o basalioma), carcinomaspinocellulare (o spinalioma), melanoma e tumori rari. I carcinomi basocellulari sono di gran lunga i tumori che appaiono più di frequente. Classificabili in superficiali, nodulari ed infiltranti necessitano di asportazione chirurgica anche se estremamente di rado metastatizzano. Se superficiali e di piccole dimensioni possono essere trattati anche mediante terapia fotodinamica. I carcinomi spinocellulari sono meno frequenti e appaiono di solito in zone esposte al sole. Più tipici di alcune regioni anatomiche (naso, labbra, padiglione auricolare) si presentano spesso come ulcerazioni dure a bordi rilevati a lento accrescimento e devono essere asportati chirurgicamente. Indagini strumentali sono a volte, poi, necessarie, per escludere la loro metastatizzazione in linfonodi o altri organi. Il melanoma è il tumore cutaneo più pericoloso e deve essere asportato chirurgicamente il più precocemente possibile. La gravità del tumore dipende dalla sede anatomica del suo sviluppo ma soprattutto dalla profondità (classificata secondo i criteri di Clark e Breslow) raggiunta dalle cellule neoplastiche. Indagini strumentali onde appurare l’eventuale metastatizzazione sono sempre necessarie.

Tipo di intervento

asportazione chirurgica

Consenso informato da firmare

SI

Durata di ogni seduta

molto variabile in funzione delle dimensioni della lesione da asportare (da 10 min a 60 min)

Numero di sedute

1
Distanza tra le sedute

Forme di anestesia

anestesia locale per infiltrazione

Effetti collaterali (anche temporanei)

modico dolore per le prime 24 ore. Edema evidente anche per giorni della sede sottoposta ad intervento. La rimozione dei punti di sutura dipende dalla sede anatomica dove la lesione è stata asportata (da 5 a 15 giorni). Rarissime infezioni trattabili con antibiotici

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

non assumere anticoagulanti o antiaggreganti (es. aspirina). Segnalare al medico tutte le patologie presenti ed i farmaci assunti oltre a eventuali allergie note

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

evitare esposizione solare; controlli seriati della pelle onde appurare eventuale presenza di recidive o la presenza di altre neoformazioni

Gli xantelasmi sono lesioni giallastre, di solito in forma di placca, delle palpebre e sono dovuti al deposito di colesterina. Tali lesioni solo molto raramente si correlano ad un aumento dei livelli plasmatici di colesterolo ma la loro presenza induce ad eseguire un controllo ematochimico al fine di escludere una qualsivoglia dislipidemia. Di natura benigna, tendono ad aumentare di dimensioni e di numero e, purtroppo, anche se rimossi tendono frequentemente a recidivare. Si asportano chirurgicamente in anestesia locale lasciando come esito una cicatrice molto poco visibile.

Altre lesioni benigne molto frequenti delle palpebre sono i siringomi. Sono piccoli tumori benigni del dotto escretore delle ghiandole sudoripare che si manifestano come piccole papule rilevate dello stesso colore della cute normale. Si localizzano prevalentemente alle palpebre e tendono, col passare del tempo, ad aumentare di numero e dimensioni.

Tipo di intervento

trattamento chirurgico

Consenso informato da firmare

SI

Durata di ogni seduta

da 20 a 45 minuti

Numero di sedute

1
Distanza tra le sedute

Forme di anestesia

anestesia locale per infiltrazione

Effetti collaterali (anche temporanei)

le aree trattate andranno medicate con unguento antibiotico 2 o più volte al di sino alla completa riepitelizzazione. La guarigione avviene, di solito, in 7-8 giorni. Le aree guarite andranno protette dalla esposizione solare con protezione solare SPF 50+ sino alla scomparsa del rossore post trattamento (il rossore ha una durata media di 45 giorni)

Precauzioni da seguire prima dei trattamenti

non esporsi volontariamente alla luce solare o a lampade UV applicare protezione solare 50+ ogni 2 ore se all’aperto

Precauzioni da seguire dopo i trattamenti

le stesse da eseguirsi prima dei trattamenti